Cosa pensi di te?

 

L’opinione che hai di te stesso è buona o non è un granché?

 

Oggi ti parlo di te stesso, del valore che ti attribuisci, di come questo influisce sulla tua vita e cosa puoi fare affinché tu abbia un ulteriore strumento per riconoscere le tue peculiarità e sviluppare le capacità di cui hai bisogno per essere efficace nel raggiungimento dei tuoi obiettivi.

 

Il concetto del sé è di importanza cruciale per gran parte delle cose che facciamo e delle esperienze che viviamo. Soltanto pochi animali, e tra questi l’uomo, hanno la consapevolezza di chi sono e sono in grado di riconoscersi, ma i nostri piccoli non riescono a farlo prima dei 18 – 24 mesi. 

 

 

Nella gerarchia dei Livelli logici, di cui ti ho fatto cenno in altri articoli, l’Identità, non a caso, occupa il secondo posto dopo la Spiritualità. Ciò implica che, per esempio, i messaggi che ricevi a questo livello, come

Sei bravo! oppure Sei un buono a nulla!, non sai fare nemmeno la O con un bicchiere!,

prevalgono persino sui tuoi valori e convinzioni, le tue capacità, i tuoi comportamenti e l’ambiente che ti circonda. 

L’immagine che hai di te è direttamente dipendente dai Ruoli che occupi o che gli altri ti attribuiscono e ti riconoscono, dal confronto con gli altri, dai successi che ottieni o dai fallimenti che percepisci, dai giudizi che ricevi e dalla Cultura che pervade l’ambiente in cui vivi. È in base a questi riferimenti che costruisci uno schema di te al quale, inconsapevolmente, fai riferimento all’occorrenza. 

Avere uno schema o un altro produce diversi effetti.

 

Effetto Autoreferenziale

 

Le informazioni che raccogli, per esempio, sono più facilmente memorizzabili se, in qualche modo, sono collegate a Te, al concetto che hai di te stesso. Se, per esempio, ti raccontano un film paragonandoti al personaggio protagonista, ricorderai molto più facilmente film e personaggio. Questo dimostra quanto il nostro senso del sé sia importante per noi. 

 

Effetto Spotlight  e Illusione di trasparenza

 

Ti è mai capitato di perdere un bottone della giacca o della camicia proprio poco prima di entrare nella sala di una festa o di un evento con tante persone?

È possibile che in quella circostanza tu abbia pensato che tutte o quasi tutte le persone in sala si potessero accorgere della mancanza del bottone. In realtà non era così, è improbabile che tutte le persone siano così attente da notare un particolare così irrilevante salvo che non siano particolarmente curiose o… pettegole. Tuttavia la convinzione che gli altri lo siano è quello che ci capita più spesso, pensiamo di essere costantemente sotto un riflettore, da lì il nome di effetto Spotlight. 

Durante le prove dello spettacolo di cui ti ho parlato nell’articolo Mente e Teatro. Si và in scena capitava spesso di accorgersi, durante l’interpretazione, di aver sbagliato o dimenticato una parola.

Stai tranquillo – rassicurava il regista – il pubblico non conosce il copione e dunque non potrà sapere che hai sbagliato.

Ciò nonostante, l’attore malcapitato di turno pensava che l’errore fosse talmente evidente da farsi aggredire dall’ansia e, credendo che questa fosse anch’essa evidente, finiva per compromettere la sua performance. Questa è quella che gli psicologi sociali chiamano Illusione di trasparenza ovvero la convinzione che le proprie emozioni più intime possano essere facilmente scoperte dagli altri.  

 

Sé Attuale, Imperativo, Ideale

 

Il concetto che hai di Te come vedi è importante e non soltanto quello legato al presente, al qui e ora, ma anche a ciò che potresti diventare, a quello che temi o ami diventare, a tutti i Sé possibili. 

Quindi, accanto al Sé Attuale, quello corrispondente a ciò che sei o pensi di essere, compaiono anche un Sé Imperativo e un Sé Ideale.

Il Sé Imperativo è ciò che pensi dovresti essere secondo quello che pensano o impongono le persone che ti circondano, genitori, superiori in ufficio, amici o quello che la Cultura in cui sei immerso implica.

Il Sé Ideale, infine, è quello che vorresti essere in base ai tuoi desideri, obiettivi, principi. 

I Sé Imperativo e Ideale finiscono per diventare per te una guida da seguire a cui ispirarti e a cui uniformarti e anche un termine di riferimento per chi sei o pensi di essere adesso. 

A tal proposito assume un’importanza decisiva la capacità di attribuirti un valore ovvero l’Autostima.

 

Autostima

 

A seconda del concetto che hai di Te avrai dunque un’Autostima bassa, se il Sé Attuale è al disotto degli altri due, o alta se è conforme o migliore di essi e può essere generalizzata o riferita ad aspetti specifici. 

Se, per esempio, percepisci una differenza tra il tuo Sé Attuale e lo standard imposto dal Sé Ideale, puoi provare delusione, tristezza, frustrazione. 

Se, invece, trovi differente il tuo Sé Attuale dal Sé Imperativo allora può scattare colpa, imbarazzo, risentimento. 

 

Ma la vera domanda non è se hai un’Autostima bassa o alta quanto come, in che modo tendi a darti questa valutazione.

 

Puoi, infatti, avere un’Autostima alta e dirti Quanto sono bravo, Quanto sono forte! o averla bassa e dirti invece Sono un incapace buono a nulla! 

In entrambe i casi stai usando dei giudizi i quali possono, nel primo caso, tirarti su il morale e, nel secondo, deprimerti senza alcuna utilità. 

Ed ecco che entra in gioco un atteggiamento più produttivo, quello potrei dire da Coach, anche nei confronti di te stesso. Un buon Coach, come ti ho accennato in un altro articolo, si concentra prevalentemente sugli aspetti oggettivi di una prestazione o di un comportamento, individuando:

 

– che cosa ha o non ha funzionato

– incitando il suo cliente, il coachee, a tentare altre soluzioni più efficaci e produttive e, soprattutto,

– evitando in ogni modo di attribuire giudizi

 

in quanto utili soltanto a esaltare o deprimere la persona interessata, senza fornirgli alcuna indicazione sul come fare per cambiare strategia. 

 

Cosa fare allora?

 

La ricetta più utile è quella che ti consente di utilizzare il concetto del Sé come una risorsa e per la quale devi:

– prendere consapevolezza di te stesso 

– concentrarti sui comportamenti da modificare eventualmente per raggiungere i tuoi obiettivi e, infine, perché no

 

Gioisci e congratulati con te stesso per i risultati positivi ottenuti. 

 

A presto e…Buone vacanze! 

 

Ah, dimenticavo, se ti è piaciuto, condividilo con i tuoi amici sotto l’ombrellone. 

 

(SPC) SinaPsiCoaching

About the Author

Giuseppe Vargiu ()

Website: http://www.sinapsicoaching.it

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