Dimentico sempre tutto.

Come farò a ricordarmi tutte queste cose per l’esame?

 

Oggi ti svelo i segreti di una delle più importanti funzioni della mente umana: la Memoria. Potrai così sfruttarla in maniera ottimale nello studio, al lavoro e nel quotidiano.

 

Occhio!

 

Trattala bene la tua memoria perché ti serve non solo per ricordare l’anniversario, ed evitare il peggio, ma per tante altre circostanze da gestire nell’immediato e/o nel lungo periodo. Cioè, dopo che hai orientato la tua Attenzione, consapevolmente o meno, la Memoria ti serve per conservare le informazioni che ti arrivano dappertutto per il tempo necessario, che può essere a Breve Termine e/o a Lungo Termine.


Immagina di aprire una finestrella e affacciarti nella tua scatola cranica e rimarrai senz’altro stupito trovando una Manager di altissimo profilo, la Memoria, la quale gestisce un’enorme e complessa azienda. Lei è molto severa, ma straordinariamente efficace e può avvalersi di collaboratrici e collaboratori di pregevole livello. Le due principali manager che collaborano con Lei, con le quali si confronta in ogni momento della giornata, sono responsabili dei settori Memoria a Breve Termine e Memoria a Lungo Termine. Entrambe sono efficientissime anche perché con un Capo come la Memoria non potrebbero fare diversamente.

 

La Memoria a Breve Termine

 

La manager della MBT, una tipa per la verità un po’ schizzata, ha però un compito particolarmente delicato. Deve decidere, in pochissimo tempo, da qualche millisecondo a pochi minuti, se conservare l’informazione e mandarla al reparto della Memoria a Lungo Temine oppure eliminarla e liberare spazio per le altre che continuano incessantemente ad arrivare. Wow! Sembra quasi di essere in un Pronto Soccorso affollato da pazienti più o meno gravi che corrono affannati da una stanza all’altra, alcuni insofferenti, altri tranquilli e con un’espressione smarrita. Quando le informazioni arrivano dai sensori, occhi, orecchie, naso, lingua, pelle, che sono concentrati su qualcosa o qualcuno,  la MBT deve decidere, rapidamente, quali e quante di quelle deve mantenere e trattare e quali, invece, eliminare perché superflue, almeno in quel momento. Questo accade in una sorta di sala diagnosi, un’avveniristica sala operativa, non molto grande (Sistema Centrale Esecutivo): può ospitare al massimo 7 +/2 informazioni o gruppi di esse, mentre le altre rimangono in sala d’attesa o ignorate. Il criterio spesso adottato per selezionarle e inviarle al reparto Lungo Termine, per la definitiva memorizzazione, è quello dell’ordine di arrivo, anche se un po’ particolare: vengono cioè privilegiate le prime arrivate (Primacy) e le ultime (Recency), mentre quelle che sono lì in attesa già da un po’ spesso vengono ignorate. Entrambe, tuttavia, devono essere riviste più volte affinché si crei una traccia, un sentiero che le guidi alla Memoria a Lungo Termine.

Non mancano, come al solito, le eccezioni per i raccomandati.

Le informazioni  accompagnate da intense emozioni, come la nascita di un figlio, il primo bacio, la scottatura sui fornelli, evitano la trafila che fanno tutte le altre e vanno dritte dritte al Lungo Termine ove hanno più probabilità delle altre di rimanere lì a vita. Nella sala diagnosi, inoltre: 

  • vengono inibite le risposte automatiche in caso di necessità,
  • si trasferisce il focus da un compito all’altro, magari ritenuto più urgente o importante o ancora
  • si aggiornano, si tengono a mente, le informazioni che devono essere ricordate per qualche ragione.

Beh, non c’è che dire, un gran lavoro di raccolta , valutazione e smistamento di informazioni al deposito rifiuti (forse la maggior parte) o, finalmente, alla Memoria a Lungo Termine per la conservazione permanente dei ricordi. 

 

Risultati immagini per memoria

La Memoria a Lungo Termine

 

La MLT , la più anziana dei manager, molto calma, saggia, gestisce un reparto le cui dimensioni dicono siano infinite e che si divide, a sua volta, in altri due settori, la Memoria Dichiararativa e Non Dichiarativa.

 

Memoria non dichiarativa

 

Memoria Procedurale

In uno sono conservati i ricordi dei quali non sei consapevole del tipo come si fa ad andare in bicicletta, a guidare l’auto o a pilotare un elicottero per i quali, una volta imparato, accedi inconsapevolmente alla sequenza di istruzioni e alle modalità per farlo. E’ il noto passaggio attraverso le quattro fasi dell’apprendimentoincapacità inconscia, incapacità conscia, capacità conscia e capacità inconscia.

 

Priming semantico

In questo settore c’è anche un tipo di memoria che riproduce quello che potremmo chiamare effetto Google.

Hai presente quando cominci a digitare le prime lettere facendo una ricerca su Google?

Hai certamente notato che ti compare una lista di possibili parole che possono completare quella che hai cominciato a scrivere. In questo modo la scelta è velocizzata perché, senza scrivere altro, puoi semplicemente fare click sulla/e parola/e che soddisfano la tua ricerca. Beh, sappi che il tuo cervello fa la stessa cosa. Quando qualcuno ti parla o mentre leggi qualcosa Lui predispone una serie di scelte possibili che poi tu fai in maniera inconsapevole.  

 

Memoria dichiarativa

 

Nell’altro settore, invece, sono custoditi quelli che riesci ad evocare in maniera cosciente cioè quelli legati a eventi, episodi come ad esempio lo sbarco sulla Luna o l’attentato alle torri gemelle a New York.  A questo tipo di ricordi appartengono anche quelli autobiografici come l’ultima vacanza in Sardegna, il primo esame universitario o quando hai preso il tuo cucciolo di cane. Questi possono rimanere tanto più a lungo in memoria quanto più intenso era lo stato emotivo, di gioia, paura, rabbia associato a quegli eventi.

 

Memoria prospettica

Domani devo ricordarmi di pagare l’affitto!

A proposito, stasera siamo a cena dai Viola. Appena vedrò Vittorio gli chiederò se domani vuole venire a fare jogging. Questi ricordi riguardano ciò che ci prefiggiamo di fare nel futuro più o meno immediato.

 

Memoria semantica

Ci sono, infine, i ricordi legati alla conoscenza i quali, specie per gli studenti, sono fonte di gioie e dolori perché richiedono di essere lavorati, con un certo numero di ripetizioni, per essere conservati più a lungo possibile o diventare permanenti. Il compito, il più delle volte, risulta noioso e faticoso e, ciononostante, il risultato non è sempre soddisfacente tenuto conto che la semplice ripetizione causa, dopo poco, la perdita della maggior parte delle informazioni studiate.

 

Mnemotecniche

 

Per rendere il lavoro più piacevole ed efficace puoi utilizzare diverse tecniche di memoria che si basano tutte sulla trasformazione di parole in immagini, molto più semplici da ricordare, e che coinvolgono anche la parte creativa del cervello che si trova di solito nell’emisfero destro. I meccanismi fondamentali di base sono la visualizzazione e l’associazione. Con la visualizzazione ti rappresenti mentalmente l’immagine della parola da ricordare utilizzando tutti i sensi affinché sia quanto più vivida possibile. Con l’associazione, invece, leghi l’immagine di ogni parola con quella successiva creando una catena, una sorta di video. Quando lo visualizzerai successivamente ti renderai immediatamente conto di quanto è rapido ed efficace riportare alla mente la sequenza, non importa quanto lunga, delle parole memorizzate. Altre tecniche più avanzate consentono poi di memorizzare una quantità enorme di informazioni con pochissime probabilità di errore come lo schedario mentale o la tecnica dei Loci già utilizzata da Cicerone, nel primo secolo avanti Cristo, per ricordare la sequenza dei suoi discorsi da tenere davanti al Senato.

 

Hai dei dubbi?

 

Allora gioca con me, fai l’esperimento che ti propongo e, sono certo, non ne avrai più.

 

Supponi che devi andare al Supermercato a comprare delle cose, diciamo 10: pasta, banane, olio, miele, latte, shampoo, birra, limoni, pomodori e tonno.

Visualizza allora un rigatone gigante dal quale vedi spuntare una banana di cui sei goloso e allora cerchi di sbucciarla e mangiarla subito ma, non appena cerchi di afferrarla, di scivola dalle mani perchè è ricoperta di olio che ti imbratta le mani e te le rende stranamente appiccicose. Allora assaggi con la punta della lingua e ti accorgi che è dolce come il miele. Un miele strano perchè le mani ti diventano bianche come il latte. Ti guardi intorno perchè vuoi pulirti le mani e vedi una enorme bottiglia di shampoo dove tutti si stanno lavando i capelli. Ti incuriosisci e vuoi sapere la marca dello shampoo, ma quando leggi l’enorme etichetta c’è scritto Heineken, la marca della tua birra preferita che a te piace bere con il limone. Un limone enorme che si apre e ne escono dei pomodori rossi e succosi ma che hanno stranamente delle pinne gialle come il tonno.

Adesso copri l’elenco e, visualizzando le immagini che hai creato, ricorda l’esatta sequenza.

 

Non è strepitoso?

 

Hai impiegato pochi minuti, in maniera divertente e sono certo riuscirai a ricordare quell’elenco molto facilmente.

Per farlo in maniera spedita e automatica dovrai semplicemente investire del tempo per fare un po’ di esercizio che ti sarà ampiamente ripagato con gli straordinari risultati che otterrai. 

 

Ecco la Mappa mentale dell’articolo che ti aiuterà a ricordare meglio i contenuti. 

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti. Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per me per conoscere il tuo punto di vista. 

 

Giuseppe Vargiu

SPC SinaPsiCoaching

About the Author

Giuseppe Vargiu ()

Website: http://www.sinapsicoaching.it

10 Replies to “Memoria. Ognuno ai propri posti!”

  1. Certo è che con il sistema della mnemotecnica puoi disfarti dell’ imbarazzante biglietto promemoria e ….dei famigerati occhiali per leggere gli appunti. Articolo molto interessante e istruttivo. Grazie Giuseppe.

  2. Ciao Giuseppe ho letto il tuo articolo e inteeessantissimo è man mano leggevo pensavo alle persone a me care he ho pensato di girarlo
    Si continua ad inviarmi i tuoi articoli Mi INTERESSANO SONO PARTICOLARMENTE ISTRUTTIVI
    un saluto
    MICHELE PINTO

    1. Ciao Michele, sono felice tu abbia apprezzato e, soprattutto, condiviso con le persone ‘a te care’.
      Questo è il modo più bello con il quale potevo essere gratificato.
      Continuerò a inviarteli con grande piacere. 🙂

  3. La memoria ci riserva spesso “strane sorprese”, ricordi ciò che non vorresti ricordare e non ricordi momenti piacevoli. L’articolo è molto interessante.
    Un saluto

  4. Grazie per questa ulteriore lezione/riflessione. Quello della memoria è davvero un mondo infinito….personalmente il trucco che adotto per ricordare le cose è riportarle ad argomenti che mi interessano e soprattutto fare associazioni di idee. Ad esempio, quando devo andare a fare la spesa al supermercato, anziché ricordare un elenco insensato di articoli, li tengo a mente come ingredienti di una ricetta, il necessario per apparecchiare la tavola…..

    1. Hai ragione Ciccio, chissà quanto ancora deve esserci svelato sulla memoria e le sue potenzialità.
      Il ‘trucco’ dell’associazione è sicuramente funzionale ed efficace e lo diventa ancor di più se appunto associ informazioni nuove da ricordare con ricordi ormai consolidati nella memoria a lungo termine. E’ il principio della ‘tecnica dei Loci’ che probabilmente già applichi per ‘apparecchiare la tavola’. Se associ le cose da acquistare al supermercato con gli elementi (i loci) di una tavola apparecchiata secondo i tuoi standard abituali ti sarà molto più semplice ricordare gli items anche in sequenza. Associa per esempio il ‘dentifricio’ con la forchetta immaginando di usarla come uno spazzolino molto duro, il ‘detersivo’ al piatto da dove raccogli una cucchiaiata di schiumoso e profumato detersivo e così via con gli altri elementi che compongono la ‘tua’ bella tavola apparecchiata. Divertiti e facci sapere.
      Grazie Ciccio

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