Non ti ricordi nemmeno che sapore avesse il caffè preso due minuti fa?

Vuoi sapere come gustartelo godendo ogni attimo?

Ti capita spesso di aver dimenticato le chiavi della macchina dopo aver fatto due km a piedi fino al garage?

 

Oggi ti parlo dell’Attenzione, forse uno dei processi cognitivi, cioè quelli necessari alla conoscenza, più importanti che il cervello usa per interagire col mondo circostante. Quando conoscerai meglio come funziona, ti renderai conto che potrai sfruttarlo in maniera più efficace per realizzare i tuoi obiettivi, ma soprattutto vivere appieno la tua vita, momento per momento, e godere il benessere quotidiano.

 

Quando ero uno studentello sdentato prendevo un sacco di botte da mio padre (anche) perché i miei insegnanti, durante i periodici colloqui con i genitori, dicevano È un ragazzo intelligente, ma è continuamente distratto. Potrebbe fare molto di più. Ricordo che mia madre mi guardava e con gli occhi mi diceva Tieni proprio ‘arteteca! (Irrequietezza in puro lessico di Via Foria, Napoli) E’ visto? Te l’avevo detto di stare attento e studiare…, mentre mio padre, facendo roteare l’indice in modo sinistro alludeva Poi io e te facciamo i conti… Inutile dire che in quel momento la priorità diventava Dove posso nascondermi per non prenderle? 

Successivamente, mentre mi massagiavo gli esiti del debriefing con mio padre, la mia mente costruiva una serie di pippe mentali che inevitabilmente si trasformavano in sensi di colpa legati alla mia incapacità di stare attento alle lezioni tenute dai professori.

Eppure ognuno di loro, pensavo, fa’ diligentemente il proprio lavoro. Il Professor Laudetti, per esempio, docente di Lettere, dopo aver rovistato nel suo enorme portafogli (pieno di cambiali e bollette), adottando una delle più moderne tecniche di insegnamento, diceva –  Racozzino – il biondino minuto seduto al primo banco – comincia a leggere da pagina 23. Poi, quando lo dirò io, proseguirá un altro che…sceglierò a caso – diceva il Prof con un ghigno – Quindi state attenti perché se vi distraete vi metto una nota sul registro! E puntualmente, indovina un po’? Chi beccava? Mentre Salvatore, il mio compagno di banco, cercava di avvertirmi – Pè, ti sta guardando… – ecco che il Prof diceva Vargiu – col sorriso sornione che significava Ah, t’ho beccato! – continua tu! Inutile dire che il mio tentativo balbettante di individuare per miracolo il punto dove il compagno era arrivato risultava vano e quindi la nota sul registro…era mia!

All’epoca non osavo nemmeno mettere in discussione il metodo didattico degli insegnanti (…e facevo male!) e pensavo che questo fosse quello giusto, visto che un professore con un’esperienza ultradecennale lo usava, e che in realtà fossi soltanto io quello con la testa fra le nuvole.

Recentemente ho sentito dire che ci sono tecniche di Public Speaking che ti tengono letteralmente incollato al discorso del relatore.

 

Mah, chissà se funzionano…

 

 

 

 

A distanza di anni ho scoperto che, in realtà, il mantenimento dell’Attenzione, specie se prolungata e su compiti noiosi (vedi Prof. Laudetti), può richiedere un consumo mostruoso di energie mentali e che il cervello non esegue quei compiti se non per motivi validi.

E si, perché devi sapere che il cervello, di cui tanto si decantano le infinite risorse, in realtà non ne ha proprio così tante, specie quando deve svolgere tanti compiti contemporaneamente, e perciò, tendenzialmente, cerca di risparmiare e rimanere entro il budget disponibile per l’Attenzione a meno che il compito da svolgere non sia utile e coinvolgente.

In un interessantissimo quanto famoso articolo dal titolo Il meraviglioso numero 7 +/- 2 lo psicologo George Armitage Miller sostiene che il cervello, e in particolare la memoria di lavoro o Breve Termine – quella necessaria proprio per il mantenimento dell’Attenzione e che per i computer è la RAM – può elaborare, contemporaneamente, un numero di informazioni – o chunks gruppi di – compreso tra 5 e 9 oltre le quali taglia, cioè fa una selezione e sceglie quelle che, per vari motivi, hanno la priorità. Le altre vengono eliminate o rimangono al livello inconscio. Tra le informazioni selezionate la mente poi distribuisce (Attenzione Divisa) le risorse mentali anche qui secondo l’importanza attribuita a ciascuna di esse. E’ ciò accade quando volo in elicottero e oriento l’Attenzione maggiormente su alcuni piuttosto che su altri dei numerosi strumenti del Cockpit, il Pannello strumenti appunto. 

 

Ma come devo fare allora per rimanere concentrato su quello che sto facendo? ti chiederai.

 

In effetti, se non sei un pò allenato, puoi incontrare qualche difficoltà. Vedi, il cervello è come una scimmia dispettosa che salta da un ramo a un altro. Nella vita di tutti i giorni è molto comune pensare, ad esempio, alla relazione da presentare al capo nei prossimi giorni altrimenti non ti darà la promozione che aspetti o rimurginare sul comportamento scorretto del collega che nei giorni scorsi ti ha messo in cattiva luce per fare bella figura coi superiori.

 

E, nel frattempo, ti perdi quello che sta succedendo nel presente.

 

Ti ingolli il caffè di corsa senza nemmeno sapere che sapore abbia o, peggio ancora, pensi a tutto quello che dovrai fare domani in ufficio mentre il tuo bambino ti tira i pantaloni implorandoti Papà giochiamo? o, per par condicio, Mamma, mi prepari la merenda? Ho fame! 

C’è però una bella notizia!

 

Puoi imparare a vivere pienamente il presente, il Qui e Ora.

 

 

Thích Nhất Hạnh, il monaco vietnamita di cui ti ho parlato nell’articolo Stato Alpha: efficienza e creatività, ti guida in maniera molto garbata e soprattutto semplice a vivere quella che nel suo libro chiama Presenza Mentale proponendoti dei facilissimi esercizi quotidiani che puoi fare per addestrare la tua mente a mantenere l’Attenzione sostenuta o Concentrazione su tutto ciò che stai facendo nel momento presente. Il modo più semplice, dice l’autore, è esercitarsi a mantenere l’Attenzione sul respiro.

 

Attenzione sul respiro.

 

Pronuncia, anche mentalmente, Ora inspiroe mentre lo dici concentri l’Attenzione sul diaframma per inspirare con l’addome, senza alcuno sforzo. Nota l’aria che entra dalle narici e si diffonde attraverso la trachea in ogni angolo dei polmoni. Ora pronuncia Trattengo l’aria nei polmoni per qualche secondo e poi Espiro lentamente e completamente tutta l’aria. Mentre lo fai prendi consapevolezza del gradevole massaggio che il diaframma fa ai tuoi organi interni, i polmoni che si svuotano e l’aria tiepida che esce dalle narici. Ripeti il ciclo respiratorio, inpirazione – trattenimento – espirazione, per almeno 20 volte, sempre senza forzare. Se percepisci eccessivo sforzo puoi farne anche di meno.

Ti accorgerai, soprattutto le prime volte, che la tua scimmietta cerebrale sarà attratta dal rombo del motore dell’auto che sta passando o dei tuoi soliti pensieri su ciò che è successo ieri o che dovrai fare domani. Niente paura. Intanto impara a prendere consapevolezza di questi pensieri distrattori e, quando accade, senza sforzo accompagna dolcemente i pensieri estranei lontano da quello su cui sei focalizzato, il respiro nell’esercizio o qualsiasi altra cosa starai facendo nel presente. 

Ripeti l’esercizio ogni giorno, preferibilmente al mattino prima di cominciare la tua giornata lavorativa.

 

Attenzione sulla tazzulella e’ cafè. 

 

Una variante all’esercizio che puoi adottare è decidere di gustarti il caffè o qualsiasi altra bevanda ti piace  bere durante la pausa di metà mattina.

Comincia osservando attentamente il momento in cui il barista appoggia la tazzina sul piattino notando se lo ha fatto con la dovuta cura o frettolosamente. Poi prendi la tazzina tra il pollice e l’indice e nota il peso, la temperatura, il logo stampato

Immagine correlatasul davanti. Ora, finalmente, mentre la avvicini alle labbra, annusa l’aroma del caffè e percepiscine la fragranza. Infine, appoggia le labbra e senti il calore della tazzina, il primo sorso di caffè che ti bagna la lingua e poi prosegue sul palato e nell’esofago fino a riscaldarti piacevolmente lo stomaco. 

 

Ah, che piacere! Da quanto tempo non ti capitava di prenderti pochi minuti del tuo tempo per gustarti il caffè?

 

Ecco, continua così e non solo ti potrai godere piccoli momenti come questo ma l’intera vita. Ti accorgerai che ponendo l’Attenzione a tutto ciò che fai, in ogni momento, nel Qui e Ora, potrai scoprire o riscoprire il piacere delle cose anche più semplici che, in quel momento, acquisiranno la massima importanza.

Quello che ti è richiesto di fare per ritrovare il tuo presente è un minimo di applicazione quotidiana che ti ripagherà ampiamente con una vita più piena e felicemente consapevole.

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti. Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per me per conoscere il tuo punto di vista. 

Ecco la Mappa mentale dell’articolo così potrai ricordare meglio i contenuti.

Giuseppe Vargiu

SPC SinaPsiCoaching

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Giuseppe Vargiu ()

Website: http://www.sinapsicoaching.it

12 Replies to “Il caffè è un piacere…! L’Attenzione”

  1. Grazie davvero, grazie x farmi ricordare che ogni gesto ha un senso e di conseguenza va attribuito il giusto valore. La vita frenetica ci fa dimenticare il significato delle piccole ma GRANDI cose. Sto scoprendo un mondo fantastico 😀

  2. Mi alzo mezz’ora prima, felice di farlo pur di gustarmi la tazzulilla e cafe….. Non è solo una tazza…. È l’ intera macchinetta….. Che sorseggio…. Assaporo…. Gusto…. È allora si che inizio la giornata sorridendo, senza essere arrabbiata!
    Che tristezza incontrare al mattino al lavoro colleghi con il muso da formichiere…. Insoddisfatti anche nel gustarsi un semplice caffè….. Non sanno cosa si perdono!!!!!

  3. Caro Giuseppe, è la mia sfida quotidiana addestrare la mia scimmietta!!! E vivere nel qui e ora, assaporando ogni cosa. Grazie ancora per il tuo prezioso contributo! Sto Blog è na bomba!!!

    1. Grazie a te Giorgia.
      Continua con ‘l’addestramento’ e vedrai che la scimmietta alla fine capirà e ti concederà di vivere ogni secondo della tua preziosa giornata.
      Attenta a giocare con gli…esplosivi 😂

    1. È così Giuseppe, tante cose già le facciamo spontaneamente o per esperienze personali. Il vantaggio degli studi è che puoi apprenderne i contenuti più rapidamente, senza dover aspettare di vivere l’esperienza specifica personalmente o attraverso il racconto di qualcuno.
      Grazie per il commento e, soprattutto, la testimonianza.

  4. L’attenzione è fondamentale, abituati come siamo alla frenesia, alla fretta e agli schemi prefissati, l’attenzione diventa la giusta compagna per godersi ogni attimo. Grazie per l’articolo e per avermi spiegato qualcosa che era sotto gli occhi ma non capivo.

  5. Se si potesse sempre o almeno spesso. Ma più spesso la frenesia della vita quotidiana ci costringere a “bere” un caffè e non a “gustarlo”. Certamente dovremmo essere noi a far correre il treno sui giusti binari e quando ciò è possibile o quando ci riusciamo, allora si che la vita diventa un piacere.

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